Tra i più importanti musei in Europa per l’arte medievale, il Museo nazionale di San Matteo conserva una collezione di eccezionale ricchezza, che dalla grande stagione dell’arte pisana dei secoli XII, XIII e XIV si estende fino al XVII secolo, con un nucleo di particolare rilievo dedicato all’arte del primo Rinascimento. Dipinti, sculture, bacini ceramici, codici miniati, monete e sigilli raccontano la storia artistica di Pisa e ne riflettono la notevole apertura culturale.
Le opere provengono principalmente dalle chiese e dagli edifici religiosi della città e del territorio. Realizzate da artisti pisani e da maestri di diversa provenienza, testimoniano gli intensi rapporti culturali e gli scambi che interessarono Pisa nel corso dei secoli.
Tra i nuclei più importanti della collezione spicca l’imponente e rara raccolta di tavole a fondo oro dei secoli XII, XIII e XIV, con la straordinaria presenza delle croci dipinte e dei polittici di Simone Martini e Francesco Traini. Di grande rilievo è la raccolta di sculture in marmo del periodo romanico e poi di Nicola e Giovanni Pisano, Tino di Camaino, Lupo di Francesco, Andrea e Nino Pisano. Particolarmente rilevante il gruppo di statue originariamente nella chiesa della Spina, enciclopedia della scultura pisana trecentesca, oltre a una significativa serie di sculture in legno policromo.
La pittura del Quattrocento è rappresentata dai grandi maestri: Masaccio, con il San Paolo del 1426, Beato Angelico, Gentile da Fabriano e Domenico Ghirlandaio. Tra i capolavori della collezione figura inoltre il busto-reliquiario di San Rossore di Donatello (1422-25). Da segnalare anche il raro fondo oro dell’olandese Quentin Metsys (1520 circa).
Il museo espone infine la più ricca collezione al mondo di ceramiche islamiche dei secoli X-XIII, preziosa testimonianza degli intensi scambi culturali e commerciali che coinvolsero Pisa nel Mediterraneo.


































